Percorsi Altern...Attivi - Libro Aperto
MONTE LIBRO APERTO mt.1936
Appennino Tosco-Emiliano
26 dicembre 2007
Descrizione del Percorso:
Il Libro Aperto si presenta con due cime, il Monte Rotondo (m.1936) in versante emiliano e il Monte Belvedere (m.1895) in versante toscano. Anticamente era conosciuto come Monte Maiore, derivazione latina per indicare Monte Maggiore, cioè la montagna maggiore in altezza di questa zona del crinale.
Sembra che il nome derivi dalla somiglianza, riscontrabile dal versante toscano, con un libro dalle ampie pagine dischiuse sul dorso costituito dall'alto bacino del Rio Maggiore. Il toponimo Libro Aperto inizia ad apparire per la prima volta nelle carte dell'Istituto Geografico Militare alla fine dell'800 perché in epoca settecentesca, come nella carta del Vandelli del 1746, viene identificato come Monte Mandria (ancora oggi nel versante pistoiese viene chiamata Passo delle Mandrie la Spianata o Selletta del Libro Aperto, insellatura immediatamente sottostante alle cime del Monte Rotondo e del Monte Belvedere). Recenti studi toponomastici farebbero risalire la denominazione Libro Aperto da una deformazione popolare del latino Libero et Patri: la sommità sarebbe stata dedicata a Libero, un altro nome di Bacco, e al Padre suo e di tutti gli dei, ossia Giove. Si parte dal parcheggio in località I Taburri (mt. 1233) e si sale per la faggeta seguendo il sentiero 433 che aggira il Monte Seruca (mt. 1536). Usciti nella brughiera, si rimane alla sinistra della bellissima conca e si passa sotto il Pizzo dei Sassi Bianchi (mt. 1692), quindi si punta decisamente verso il crinale. Qui si è ormai ai piedi del Libro Aperto (m.1936), verso cui si sale affrontando un breve tratto roccioso con alcuni passaggi di I e II grado. Ottima la vista a 360° dalle Alpi (con giornate limpide) al Mar Tirreno e sulle valli sottostanti, nonché sui monti circostanti: Giovo, Rondinaio, Prado, Cusna, Corno alle Scale, Spigolino ed Alpi Apuane. Si valuterà se è possibile proseguire fino alla punta del vicino Monte Belvedere, che si raggiunge scendendo di qualche metro sulla Selletta e superando successivamente una placca di roccia che fino all'anno scorso era protetta con una corda fissata ad alcuni chiodi. Per il ritorno si prevede di seguire il sentiero 435, che tocca il Pizzo delle Stecche (mt. 1717) e passa accanto al bivacco Gran Mogol (mt. 1326). Da qui, imboccando il sentiero 445, si ritorna a I Taburri.
00:08:00 - Monday, 24.12.07 - Percorsi AlternAttivi - 1303x -
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