29 marzo – Escursione all’Oasi di Bianello
Domenica 29 marzo 2026
Oasi di Bianello
Basso Appennino Reggiano
Difficoltà E
L’oasi di Bianello è un’oasi naturale protetta che si trova nel comune di Quattro Castella ad una altitudine che varia da 100 a 350m s.l.m.
Indice contenuti
Descrizione del percorso
Parcheggiata l’auto davanti alla chiesa di Sant’Antonino Martire, si attraversa la strada provinciale 78 via Marconi e si inizia a camminare sul bel vialetto fiancheggiato da cipressini (S.D.) in direzione del Castello omonimo (verificheremo se è possibile visitarlo).
Questa struttura fortificata è la sola integra delle quattro (Bianello, Monte Vetro, Monte Lucio, Monte Zagno) che anticamente sorgevano su queste alture e che hanno dato il nome al paese. I castelli potrebbero avere origine longobarda ma quasi certamente erano già esistenti nel X secolo. La prima sicura citazione è del 1044, quando le fortezze vennero a far parte dei beni di Beatrice, madre di Matilde di Canossa, divenendo capisaldi dell’organizzazione territoriale della collina reggiana, restando alla famiglia fino al 1664 quando passarono tra i beni estensi.
Si prosegue poi su sentiero ghiaiato e circondati dalla vegetazione tipica collinare, biancospini, frassini, aceri, bagolari…si giunge in discesa a uno spiazzo erboso, a destra il laghetto della duchessa, davanti i calanchi e a destra, in alto il castello. La zona è inoltre arricchita da cartelli su cui sono affisse delle poesie.
Siamo sempre sul Sentiero dei Ducati 642 verso Monte Lucio e Monte Zagno caratterizzati dalle rovine di antiche rocche, ora in ristrutturazione. In discesa, su stretto sentiero a gradini in terra si arriva alla strada e qui si intercetta il Sentiero n. 1 dei Partigiani. Si svolta poi a sinistra su strada bianca, la si percorre per un tratto, si guadagna quota su sentiero sino a una magnifica cresta affacciata sulla valle del Rio della Moia e da cui è visibile ancora il castello d Bianello e una serie infinita di calanchi. Eccoci poi alla chiesetta di Caverzana. Ancora un tratto di strada, poi sentiero per Madonna della Battaglia. Prossima meta è Casa dei Burlenghi con un tratto di sentiero non ben segnalato.
Interessante una bella margolfa scolpita in angolo.
Si prosegue ora verso un gruppo di case, Case Valle, si costeggia un vigneto fino a Case Rosso e con bella vista sui calanchi si giunge all’ex Belvedere di Bergonzano a quota 399 un edificio in disuso e invaso dalla vegetazione che fu bar- ristorante, un terrazzo permette di vedere tutta la pianura. Ci aspetta ora con leggeri saliscendi il m. Airone, 389m, e il boscoso M. Biliano 395 m.
Proseguendo si entra nel Parco di Roncolo. Ora è tutta discesa, il castello sempre in vista a indicare la conclusione della nostra escursione.
Approfondimento
In particolare nelle zone appenniniche tra Emilia Romagna, sono molto diffuse particolarissime teste di pietra apotropaiche (che allontanano dal male) che possiamo trovare collocate sugli architravi delle porte, sulle fontane o presso le pareti delle case. Questi volti di pietra, scolpiti su blocchi di arenaria o altro materiale litico locale, rivendicano la propria origine nell’antica cultura celtica con la loro usanza di decapitare i nemici e appenderne la testa fuori dalle abitazioni. Con il passare del tempo, la decapitazione vera e propria si è trasformata nella scultura di teste. Nelle più accreditate ipotesi, le teste di pietra dovevano servire ad incutere timore e quindi allontanare gli spiriti maligni, i nemici, le streghe o gli untori.
Ovviamente i volti che troviamo oggi non sono dei reperti di epoca pre-cristiana, ma molti di essi risalgono al Basso Medio Evo (1000-1492). Nel corso dei secoli, le popolazioni hanno continuato questa antichissima tradizione che continua sino ai giorni nostri. A seconda delle zone geografiche in cui le possiamo vedere assumono nomi diversi. Nel modenese vengono identificate come marcolfe, dall’antico nome germanico markulf (marc=confine e wolf=lupo) con il significato di custode dei confini. A Fiumalbo queste facce hanno spesso tratti severi, minacciosi, con occhi dilatati e denti in evidenza, ma ne troviamo altre con espressioni grottesche e sbeffeggianti. La denominazione, assume un’influenza dialettale e risulta a Fiumalbo margolfa.
Informazioni logistiche
- Direttori di escursione: Olivetta Daolio 3534416339 – Edi Forghieri
- Ritrovo: ore 7.30 Parcheggio Piscine Comunali
- Partenza: ore 7:45
- Percorso automobilistico: Carpi, Correggio, Rivalta Quattro Castella via Marconi 5, Piazza antistante la chiesa di San Antonino (si viaggia con auto proprie).
- Percorso escursionistico: km 14 circa. Castello di Bianello, sent.470, 648 (SD) fino a Madonna della Battaglia, sent. 642F, Bergonzano, verso monte Biliano, ingresso nel parco di Roncolo, sent. 642 per tornare alle macchine.
- Dislivello in salita: 500 m circa
- Tempo di percorrenza: 5/6 ore. E’ da considerare il tempo di visita al castello di Bianello.
- Livello di difficoltà: E
- Pranzo:al sacco
- Cartografia: carta escursionistica Geo Media n.1 La collina Reggiana
- Contributo di partecipazione CAI : 5 euro soci CAI – Leggi il regolamento uscite sezionali
- Abbigliamento: Abbigliamento adeguato alla stagione, meglio a cipolla, scarponcini da escursionismo.
- Importante: a fine gita ogni partecipante è invitato a festeggiare con tante buone cose da mangiare, torte squisite e (per chi non guiderà) vino eccellente.
