Anello del Monte Luco 2434m

Monte Luco 2434m
Alpi Retiche – Gruppo delle Maddalene
Difficoltà E/EE
Domenica 11 Luglio 2021
Direttore di escursione: Edi Forghieri

Il Monte Luco fa parte della Catena delle Maddalene e si trova sul lato estremo meridionale della Val d’Ultimo. Una grande montagna che finisce a punta e comprende due cime: il Monte Luco (2434 m) ed il Piccolo Luco (2297 m). In una conca tra le due cime giace il bel lago Monte Luco (2182 m).

DESCRIZIONE ITINERARIO: Arriviamo in auto fino al Passo Palade ed iniziamo l’escursione al Monte Luco lungo la strada forestale. Subito dopo la prima curva a sinistra, svoltiamo a destra nel sentiero 133 che sale ripido nel bosco. Il sentiero numero 133, detto anche Sentiero A. Bonacossa, dal Passo Palade conduce verso il lago Monte Luco, malga Castrin, malga Kessel, malga Val, rifugio forestale, Passo Binasia, Passo Palù e Rabbi. La durata dell’intero tragitto è di 35 – 40 ore; per oggi noi ci accontentiamo di percorrere solo la parte che ci permette di salire fino in cima al M. Luco. Il sentiero è abbastanza ripido, a tratti anche molto ripido, in alcuni punti  sembra di camminare su dei veri e propri scalini di sassi e radici. Dopo 40 minuti di salita dal Passo delle Palade usciamo dal bosco a quota 1960 metri. Poco dopo passiamo vicino ad una casetta alla nostra sinistra: la baita Legerhütte. Passiamo lungo un prato, davanti a noi, dalla parte opposta della valle, il Monte Luco. Il sentiero prosegue verso destra, oltrepassiamo gli ultimi alberi e ci dirigiamo verso l’ultima salita che conduce al lago Monte Luco. Saliamo passando vicino a grandi sassi. Alla nostra sinistra sentiamo scorrere l’acqua del ruscello che scende dal lago. Arrivati al lago Monte Luco (2182 m) proseguiamo sul sentiero 133 passando sul prato con il lago alla nostra destra e saliamo sul prossimo prato. Qui prendiamo il sentiero numero 10 che sale rapidamente la cresta est del M. Luco. Arrivati in cima possiamo riposarci e ammirare il panorama ; vediamo sotto di noi la Val d’Ultimo e tutto intorno , a 360° le Alpi, Dall’Adamello, al Brenta alle Dolomiti!!!

Possiamo ripartire e proseguire l’escursione lungo il sentiero 8A che passa sul crinale della montagna in direzione ovest.Oltrepassato il prato sul crinale, passiamo vicino a delle grandi rocce e poi scendiamo a sinistra. Alla nostra destra vediamo in lontananza il Monte Cornicolo e la Vedetta Alta. Poco dopo il sentiero 8A prosegue a destra verso il prato sottostante e, dopo essersi incrociato con il sentiero 133, la malga Laugner (1748 m) fino a Bagno di Mezzo nel fondovalle. Noi rimaniamo sul sentiero 10A e continuiamo a scendere lungo il crinale della montagna. È un bel sentiero, sempre in discesa, una zona molto soleggiata. Arrivati sul prato alla fine del crinale il sentiero 10A prosegue a sinistra passando nel bosco fino alla malga Laugenalm (1853 m). Passiamo vicino alla stalla della malga e scendiamo lungo il prato. Oltrepassiamo la strada forestale e proseguiamo sul sentiero 10 – 10A che scende lungo il prato. Il sentiero è abbastanza ripido, largo e ci sono diversi tratti di terreno con grandi radici e sassi. Poi il sentiero arriva nuovamente sulla strada forestale sulla quale rimaniamo fino al Passo delle Palade. Il sentiero 10A scende nel bosco e prosegue anche verso il Passo delle Palade mentre il sentiero 10 conduce a Senale (1352 m) in Alta Val di Non.

Difficoltà escursione (secondo scala difficoltà delle)CAI

E con un tratto EE

Dislivello (+/-)

+/- 900 mt circa

Sviluppo planimetrico

8 Km circa

Durata (escluse le pause)

6 ore ca.

INFORMAZIONI ORGANIZZATIVE

Ritrovo

Ore 06.15 parcheggio CAI Carpi –

Rientro

Ore 20.00 parcheggio CAI Carpi

Cartografia

Val di Non – leMaddalene – Cles- Roen – Mendola1:25000

ATTREZZATURA

Abbigliamento adatto ad un’escursione di alta montagna, scarponi, zaino, bastoncini telescopici, capo pesante, mantella o k-way, lampada frontale o a mano, cappello estivo o copricapo, occhiali, guanti, borraccia piena, pranzo al sacco, tessera CAI


PERCORSO AUTO

Da Carpi A22 si esce a Trento nord, si prende per val di Non e a Dermulo si tiene la direzione  P.sso Palade


APPROFONDIMENTO: Il nome della catena trae origine dal mondo dell’agricoltura: in passato era abitudine indicare con questo termine alcune località della catena montuosa dove si era soliti iniziare a falciare l’erba non rima del 22 luglio, giorno di commemorazione di Santa Maria Maddalena. La catena delle Maddalene si trova nella sezione alpina delle Alpi Retiche meridionali. Il gruppo montuoso non presenta un andamento lineare, ma segue la forma di una S, formata dalla dorsale principale, ovvero il tratto sud-ovest/nord-est che incontra quasi simmetricamente le altre dorsali del gruppo, le quali sono orientate a nord verso la Val d’Ultimo e a sud verso la Val di Rabbi. Le Maddalene sono parte integrante della catena delle Alpi. Secondo la teoria della tettonica delle placche, la loro nascita ebbe inizio quindi circa 140 milioni di anni fa, dall’urto del continente africano e di quello europeo: questo scontro portò a un innalzamento della crosta terrestre, che all’inizio altro non era se non un fondale marino, per poi trasformarsi lentamente in un massiccio roccioso, la cui crescita continua ancora oggi (1 mm all’anno). Questo spiega il fatto che si ritrovino nella zona innumerevoli fossi di animali marini. Le Maddalene, pur essendo formate da rocce con basamento metamorfico, non presentano una composizione omogenea lungo tutta la dorsale, ma sono costituite anzi da diversi tipi di roccia. Le principali sono:

  • rocce cataclastico-milonitiche, comprendenti quarzo, plagioclasio, biotitee muscovite
  • micascistie filladi
  • tonalite
  • rocce sedimentarie
  • gneiss.

Il passo delle Palade (Gampenpass o Gampenjoch in tedesco, 1.518 m), è un valico alpino che mette in comunicazione Merano (Burgraviato) con Fondo in val di Non attraverso la ex strada statale 238 delle Palade. Si tratta di un’antica via di comunicazione, menzionata la prima volta in un privilegio dei conti del Tirolo del 1363 quale Campen; sin dal 1562 è attestato il pedaggio viario chiesto ai viandanti sulla sommità del passo sempre da parte dei conti tirolesi. Dal 1810 al 1815 il confine tra il Regno d’Italia, appena fondato da Napoleone, al sud e il Regno di Baviera al nord passava di qui. Presso il passo, si trova lo sbarramento le Palade che custodisce una delle opere difensive più grandi del vallo alpino in Alto Adige, con un volume di scavo pari a 25.000 m³. Oggigiorno l’opera è stata riadattata per ospitare un museo ed una galleria , la Gampen Gallery,  che può ospitare mostre temporanee.