25 Ottobre – MTB in Val di Ledro – da Prè al Passo Nota

CICLOESCURSIONE ANNULLATA

Mountain-Bike in Val di Ledro
da Prè al Passo Nota
Domenica 25 Ottobre 2020
Difficoltà: MC

Questo anello cicloescursionistico è uno degli innumerevoli percorsi MTB possibili nell’alto Lago di Garda, territorio divenuto un culto di questo sport.

Partiamo dalla piazza di Prè direzione Molina di Ledro su ciclabile, arrivati al Lago verso Località Pur, svoltiamo subito a sinistra in salita fino al Passo Nota e al Rifugio omonimo dove si può visitare il cimitero di guerra. Da qui svoltiamo verso il Passo Rocchetta e giunti alla Baita Sadole deviamo a destra verso Leano per poi tornare a Prè. In base al tempo e all’orario potremo fare il giro del Lago di Ledro, su percorso quasi pianeggiante.

Il percorso è adatto a MTB sia muscolari che assistite e a City Cross.

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I Fantalpici – Pania di Corfino

I FANTALPICI
Pania di Corfino m 1603
Domenica 18 Ottobre 2020
Difficoltà EE

La Riserva Naturale della Pania di Corfino prende il nome dall’omonima cima più alta della zona, un Massiccio montuoso calcareo di tipo apuano di 1603 m s.l.m. La Riserva occupa il versante sud-est del rilievo e interessa un’area di 135 ettari. Tutto il Massiccio è un panoramico balcone naturale sulle Apuane che da qui si mostrano in tutta la loro estensione. Dall’altra parte invece la vista si apre sul crinale Appenninico verso il Monte Prado, la vetta più alta della Toscana.

Descrizione del percorso
Escursione che si svolge all’interno del Parco dell’Orecchiella. Dal paese di Corfino 851 m si segue il sentiero 56, e dopo essere passati per Fonte dell’Amore 1220 m si raggiunge Campaiana 1358 m. Da qui si procede fino ad arrivare al Rifugio Granaiola 1450 m, dopo il quale ci si avvia verso la Pania di Corfino 1603 m, una terrazza panoramica rivolta verso le Alpi Apuane. Proseguendo in direzione ovest per il sentiero 62, una volta giunti al Rifugio Isera 1309 m invece di scendere direttamente verso il paese di partenza ci si può allontanare un poco per guadagnare la cima Monte Orecchiella 1389 m. Ora si torna verso Corfino ritornando al borgo di Isera superato poco prima per affrontare quest’ultima variante, quindi scendendo a Pruno 1023 m e poi giù dove si sono lasciate le automobili.

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I Fantalpici – Monte Cardinàl 2488 m

I Fantalpici
Monte Cardinàl 2488 m
Gruppo Lagorai
Difficoltà EE
Domenica 20 settembre 2020

Bella e poco frequentata escursione con panorama magnifico su tutta la catena del Lagorai, su Cima d’Asta, Dolomiti Fiemmesi e Fassane. Interessanti postazioni e caverne di guerra tutto intorno.

Descrizione del percorso:
Dal rifugio Cauriol si supera la Malga Sàdole e si segue la carrareccia sterrata che risale la Val Sàdole (segnavia 320). Superato il rio si lascia a destra un piccolo baito sempre aperto e più avanti si incontra il cartello che indica la traccia segnata per il Cardinàl (h 0,20 dal rifugio). Si raggiunge lo sbocco inferiore del ripido ed evidente vallone Tovo del Cardinàl, e si risale la lunga serie di erti tornanti. In alto il sentiero appoggia un po’ a destra rasentando alcuni salti rocciosi e giunge in corrispondenza di un enorme masso: qui è indicato è indicato il bivio per le due vie normali, NO e SE (2100 m circa, h 1,15 dal rifugio). Si imbocca la “Via Normale da NO”, più breve e meno faticosa in salita. Si taglia un ampio semicerchio pianeggiante e, aggirato uno sperone, si scende brevemente fino ad un ripiano. Da qui un sentiero risalente alla Grande Guerra raggiunge una facile scaletta, per poi si proseguire fino alle postazioni militari, e infine sulla cresta sommitale (h 1,15 dal bivio). Si segue ora la linea di cresta fino ballatoio di vetta del Cardinàl (2488 m, h 0,20 dall’uscita in cresta). La discesa avviene lungo il versante Sud-Est (Via Normale da SE), seguendo sempre i segnavia per prati e roccette in direzione della Busa Alta raggiungendo un ripido canale roccioso con corde fisse per arrivare alla Forcella della Busa Alta (2301 m, h 0,30 dalla vetta). Da qui, seguendo la traccia, si scende verso sinistra, in una conca detritica spesso innevata anche in stagione avanzata. Più in basso il sentiero spiana leggermente e scende fino al bivio delle due vie normali incontrato all’andata (h 0,30 dalla forcella). Da qui, seguendo il percorso di salita, si ritorna al Rifugio Cauriol in h 0,45 circa.

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Notiziario Estate 2020


E’ online il notiziario sezionale estate 2020

Scaricabile in formato PDF qui: Archivio Notiziario 

In questo numero:

  • Agenda – Corso di Cartografia e Orientamento – Corso di Speleologia – Uscite in grotta – Corso di Roccia AR1 – I Fantalpici – Uscite Attrezzate – Escursioni – Contest Fotografico “Le Vette nel Cuore”
  • Intervista a Luca Lombroso di Nelson Bova
  • Settimana Bianca di Ernestina Bagnoli
  • I biblioteCAI consigliano – a cura di Orville Pelatti e Vittorio Lodi
  • RDV – Riprendiamoci di Vista 2019 Autori Vari
  • Settembre 1970 – Inaugurazione del Rifugio Città di Carpi di Ercole Gasparini
  • I funghi di stagione – a cura di Stefano Beltrami
  • Donna di Fiori – a cura di Franca Lodi
  • Che Montagna che sei – Indovina la montagna – a cura di Monica Malagoli

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Scadenza bollino – Hai rinnovato?

Si ricorda a tutti i Soci che non avessero ancora provveduto, che il 30 maggio 2020 è scaduto il bollino 2019. In tale data è scaduta anche la Polizza Soccorso Alpino Europa, valida in attività personale, che prevede il rimborso delle spese sostenute nelle opere di ricerca, salvataggio e/o recupero compiute dal CNSAS.

E’ possibile rinnovare anche con bonifico bancario intestato a Club Alpino Italiano Sezione di Carpi IBAN IT44X0200823307000028453471 indicando nella causale rinnovo 2020 + Nome e Cognome.

Rammentiamo anche che la segreteria è aperta (salvo nuovi aggiornamenti governativi) tutti i giovedì dalle ore 17.00 alle ora 19.00 per il rinnovo del tesseramento.

6 Settembre – Cima La Uzza 2678 m.

Cima La Uzza 2678 m.
Gruppo Adamello
Difficoltà E
Domenica 6 settembre 2020

Si segue la strada forestale in direzione nord-ovest per proseguire verso sud dopo aver attraversato il Torrente Roldone. Subito si imbocca un bel sentiero (n° 262) che, dopo un breve tratto nel bosco, conduce all’affascinante Alpe di Maggiasone. Dopo aver attraversato un altro torrente (bel ponte di legno), lasciare a sinistra Malga Maggiasone (1718 m) e seguire il sentiero segnato a sud-ovest. Salendo sugli alpeggi, il sentiero si snoda in numerosi tornanti fino ai piedi del versante sud-orientale della Cima La Uzza. I dintorni, dominati dalla roccia calcarea bianca in netto contrasto con la roccia grigia scura sul versante settentrionale del Monte Corona, sono molto simili alle Dolomiti. Ora si sale attraverso una stretta conca nella valle, che poi si restringe a un taglio molto stretto. Poco dopo si raggiunge il Passo del Frate (2248 m), dove il panorama si apre a sud-ovest sul Monte Bruffi e sul Cornone di Blumone. Nella zona del passo ci sono ancora molte tracce della prima guerra mondiale, come le scale scolpite nella pietra, rifugi e trincee, nonché i resti di una funivia materiale. La vista cade però soprattutto sul caratteristico ago di roccia della Guglia del Frate. Il sentiero prosegue ora molto ripido attraverso il versante sud-est verso la cima. Prima sui pascoli alpini, poi su un sentiero sterrato non sempre facilmente riconoscibile, si superano i ripidi e impegnativi pendii fino alla cima della Cima La Uzza (2678 m s.l.m.). Meraviglioso e selvaggio è questo ambiente solitario con i suoi ghiacciai, le creste taglienti e le conche piene di morene, che sono caratteristici per questa meravigliosa regione di montagna accanto a molti camosci e aquile. Quando il tempo è bello, si può godere di una vista panoramica mozzafiato sul Gruppo Brenta, il Care Alto, la Cima Valbona, il Monte Re di Castello, il Cornone di Blumone e il Monte Bruffi. La via del ritorno si snoda lungo la salita.

  • Punto di partenza: parcheggio a Malga d’Arnò (1558 m)
  • Punto di arrivo: Cima La Uzza 2678 m
  • Dislivello complessivo: circa 1100 m
  • Tempo di Percorrenza: circa 6/7 ore
  • Livello di difficoltà: E
  • Abbigliamento: Abbigliamento adatto alla quota e alla stagione, scarponi con suola rigida, occhiali da sole, guanti, giacca antivento, tessera CAI, consigliati i bastoncini telescopici.
  • Contributo di partecipazione:  5 € Soci Cai – Leggi il regolamento gite sociali ESCURSIONE RISERVATA AI SOLI SOCI CAI
  • Accompagnatori: AE Edi Forghieri 3402875015 – Olivetta Daolio 3356980722
  • Ritrovo e Partenza in auto: ore 6.30 parcheggio Cai Carpi
  • Iscrizioni: solo ONLINE a fondo pagina

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2 Agosto – Monte Bruffione coi Fantalpici ANNULLATA

I FANTALPICI
Monte Bruffione m 2664
Gruppo Adamello Presanella
Difficoltà: EE
2 Agosto 2020

Il Monte Bruffione 2664 m è una delle più importanti e celebrate cime del gruppo dell’Adamello meridionale, posta non lontano dall’altrettanto imponente e forse maggiormente conosciuto Cornone di Blumone. Classificata per esperti, la sua ascesa per la via di salita più frequentata non presenta particolari difficoltà, ma in ogni caso è necessario possedere una buona pratica dell’andare in montagna unita a un allenamento fisico adeguato, in considerazione del dislivello da superare di circa 1200 m.

Alla piana del Gaver, precisamente al Siltar de Gaver 1511 m, si comincia a seguire il sentiero 401 “diretttissima”che già al suo imbocco mostra un cartello con le indicazioni per la cima; sentiero il quale, passando per Malga Retorti 1962 m, conduce al Passo Boia 2517 m. Qui giunti si piega decisamente a sinistra in direzione nord lungo il sentiero 401, e per facile cresta si raggiunge la vetta del Monte Bruffione 2664 m. Come si può immaginare lassù il panorama è incomparabile, e spazia dal Cornone di Blumone all’Adamello e ad altre cime del Trentino e della zona del Lago di Garda, fino alle Prealpi lombarde.

Se tempo e forze lo permettono, ridiscendendo e dopo aver raggiunto di nuovo il Passo Boia ci si può spingere fino al Monte Boia 2583 m e da qui abbassarsi chiudendo un anello, se si segue il sentiero 401 fino alla Malga Bruffione di sotto e alla Piana di Bruffione, per poi continuare lungo il sentiero “Antonelli” 401-425 fino al punto di partenza: in caso contrario, si ritorna ripercorrendo all’inverso il sentiero di salita. Continua a leggere