Emergenza Veneto – Lettera del Presidente Regionale

Cari Presidenti, 
mi rivolgo a voi, e tramite voi a tutti i soci delle Sezioni venete, in un momento di grande sofferenza. Ora dopo ora, si è definito un quadro devastante della nostra montagna, ferita in profondità con una violenza così estesa e inaudita da non trovare precedenti nella memoria e nella conoscenza dell’uomo. 

Questo ci mostrano le immagini, questo ci raccontano le notizie che giungono dalle montagne veronesi, dalle Prealpi vicentine, da tutte le vallate del Bellunese. E’ doverosa prima di tutto un’attestazione di vicinanza a tutte le comunità così duramente colpite, anche a nome dei tanti consiglieri centrali e presidenti di altri Gruppi Regionali che hanno fatto pervenire messaggi di accorata e commossa solidarietà. 

Chiaramente, in questo frangente, ci troviamo in situazioni diverse. Chi di voi vive in montagna è stato toccato direttamente dalla violenza degli elementi atmosferici e dalla conseguente privazione di servizi fondamentali che riguardano la vita quotidiana: la viabilità, l’energia elettrica, l’acqua potabile. Per non parlare poi dell’orrore della devastazione seminata nel paesaggio circostante e della costante preoccupazione di un peggioramento, di un ulteriore aggravamento delle condizioni meteorologiche. 

Chi vive in pianura i danni inferti alla montagna li ha conosciuti solo attraverso i giornali radio e i telegiornali, i video reperibili in internet, divulgati dai media e da singoli siti, anche se momenti di apprensione, disagi e danni materiali non sono mancati. 

Al di là di questa fondamentale differenza, rimane il sentimento di una comune appartenenza, di ideali condivisi, di conoscenze e amicizie consolidate nel tempo e di una vicinanza che, proprio in questo frangente, deve emergere con tutta la forza del cuore veneto. 

In questo momento si sta ancora lavorando al ripristino dei servizi minimi e il maltempo, tra l’altro, continua ad incalzare. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno, in prima istanza, diffondere un avviso sullo stato di pericolosità e sulla inopportunità di mettersi in movimento dalla pianura verso la montagna. 

Quello che il Direttivo del CAI Veneto al momento ritiene di poter fare, con l’aiuto di tutti voi, si riassume in tre punti: 

1. Attivazione 

2. Sottoscrizione 

3. Mobilitazione 

Il Comitato Direttivo del CAI Veneto intende attivarsi quanto prima per portare l’aiuto necessario alle Sezioni di montagna e a tutte le altre Sezioni che in montagna mantengono strutture ricettive, rifugi e bivacchi. Stiamo cercando di raccogliere prioritariamente informazioni presso le Sezioni proprietarie o concessionarie, sui danni subiti dai rifugi; certamente alcuni saranno stati danneggiati alle coperture o in altri punti sensibili, alle attrezzature e alle dotazioni. 

Conoscere la consistenza dei guasti e delle rotture è di fondamentale rilevanza per informare la Sede centrale e la Regione del Veneto. Avremo bisogno di aiuti, ma la richiesta va documentata, anche sommariamente in prima battuta, per stabilire il numero e la consistenza dei danni. 

Verrà poi la volta delle strade forestali, dei sentieri, dei percorsi attrezzati, delle vie ferrate, ma l’attuale situazione presenta una estrema difficoltà nel percorrere e controllare i sentieri sepolti sotto gli schianti, franati o erosi dalle alluvioni. 

Nel frattempo cercheremo di attivare anche una sottoscrizione. L’operazione avrà forse più un valore morale che sostanziale: per quanti fondi potremo raccogliere dalla generosità dei nostri soci, saranno sempre poca cosa di fronte all’enormità dei danni registrati. 

Ma, in ogni caso, questa iniziativa va portata avanti e qualcosa permetterà di riparare o realizzare, qualcosa che resterà come segno e memoria della solidarietà intersezionale. L’operazione va però chiaramente coordinata; vi preghiamo pertanto di non prendere al momento singole iniziative ma di attendere un po’. Riceverete informazioni precise su come gestire l’operazione, come diffondere l’appello, come sensibilizzare i soci (e non), come e dove fare i versamenti sul numero di conto corrente che verrà appositamente attivato. 

Infine la mobilitazione. Sappiamo che molti soci sono pronti ad aiutare, vorrebbero portare soccorso, partire per dare una mano ma, in questo momento, non sembra opportuno. Sta ancora lavorando la macchina dei soccorsi primari, le strade sono in più punti inagibili causa frane ricorrenti. Gli stessi mezzi di soccorso stentano a raggiungere le località più isolate e si manifestano in continuazione nuovi problemi che mantengono la situazione in un permanente stato di precarietà. 

Certamente per ripristinate i sentieri e ripulirli servirà l’aiuto di tanti volontari. Ma anche questa operazione non si può improvvisare. Occorre anzitutto che le Sezioni di montagna, territorialmente competenti, definiscano l’ordine dei bisogni e che si riesca in seguito ad organizzare una funzionale rete intersezionale, di gemellaggi e di aiuti, dalla pianura verso la montagna. 

Siamo in tanti, 55.000 in tutto il Veneto; si dice che nel numero c’è la forza e verrà il momento di mostrarlo, ma anche in questo caso vi preghiamo di attendere, di non prendere iniziative, di preparare i vostri soci più disponibili alla mobilitazione, di tenere acceso il fuoco della solidarietà. Probabilmente ben poco si potrà fare prima dell’inverno, soprattutto se, con l’avanzare dell’autunno, arriverà la neve. Ma verrà il momento del bisogno. 

Nel frattempo cercheremo di studiare tutto quello che materialmente si potrà fare per soccorrere le comunità, le famiglie, le strutture a supporto del turismo in quota. Non lasceremo nulla d’intentato e percorreremo tutte le vie che potranno portare un beneficio, restando aperti a tutte le proposte e i suggerimenti che ci arriveranno. 

Un caloroso abbraccio a tutti voi. 

Venezia, 2 novembre 2018 

Francesco Carrer
Presidente CAI Veneto