Fantalpici al Bishorn

Bishorn 4153 m

ALPI PENNINE
CIMA DEL BISHORN 4153 m.
Via Normale da Zinal (A/F)
2-3 LUGLIO 2011

Guarda le foto sul sito di Nicola Bertolani: BISHORN 2-3 luglio 2011

Il Bishorn è tra i quattromila meno appariscenti ed indipendenti, ed uno tra i più facili da salire. Visto dalla cabane de Tracuit appare quasi come un semplice rilievo della cresta nord del Weisshorn, la vetta dal sottostante Weisshornjoch è separata da soli cento metri di dislivello. La salita per la via normale lungo il versante nord-ovest è in pratica una bella camminata su neve con qualche roccetta sulla cresta sommitale, ma richiede un buon allenamento in considerazione dei 2500 metri di dislivello da superare dal fondovalle. La mancanza di impianti di risalita da un lato costringe ad un po’ di fatica in più, ma ottimizza l’acclimatamento e permette durante il lungo avvicinamento al rifugio di apprezzare l’incontaminato ambiente circostante. A parte qualche possibile crepaccio sul facile ghiacciaio e le cornici della cresta sommitale, la salita si presenta abbastanza sicura e priva di grossi pericoli oggettivi, anche perchè solitamente si può contare su una buona traccia. Dalla vetta l’ampio panorama riserva un bel colpo d’occhio sull’Oberland Bernese, sui Mischabel ed in particolare sui vicini quattromila della “Corona Imperiale“, dove domina l’imponente Weisshorn e Cervino.

Descrizione: Da Zinal (1675 m), in val d’Anniviers, si seguono le indicazioni per il campeggio di Les Doberts; dopo averlo oltrepassato lasciandolo sulla destra, si prosegue lungo la strada asfaltata che sale verso destra sino a notare in corrispondenza di un tornante l’indicazione per la cabane de Tracuit. Si segue la strada sterrata che presto diventa un sentiero e che risalendo il ripido bosco (varie indicazioni all’inizio, poi più rare) conduce all’alpe Tracuit (2061 m). Da qui si prosegue inizialmente salendo con alcuni ampi tornanti nel rado bosco soprastante, lungo il largo e ben definito sentiero, quindi ci si porta con un lungo traverso pianeggiante verso destra nella valle del Torrent du Barmè. Con un successivo tratto un po’ ripido ci si porta ad una specie di colletto posto a sinistra della caratteristica elevazione rocciosa della Roc de la Vache, oltre il quale si raggiunge un bivio segnalato; preso a sinistra si guadagna, attraverso pascoli, l’alpeggio Combautanna (2578 m). [2h30-3h] Da qui si prosegue ancora lungo il sentiero ben indicato da cartelli, segnali sulle rocce e qualche ometto; dopo aver superato un ruscello, si sale in direzione dell’inizio della cresta rocciosa del Diablon des Dames. Raggiunta la base di questa cresta, si prosegue lasciandola sulla sinistra, a mezza costa, sino a portarsi sotto il ripido pendio detritico che porta al col de Tracuit. Ora il terreno diviene decisamente più detritico ed ingombro di massi anche grossi; seguendo la traccia segnata, si supera il tratto ripido ed un ultimo saltino roccioso attrezzato con una catena, guadagnando così la cresta rocciosa soprastante. Lungo questa in breve si scende alla vicina cabane de Tracuit (3256 m), che sorge nei pressi dell’omonimo colle. [4÷5 ore dal parcheggio]. Dal rifugio, dopo aver scavalcato il vicino dosso detritico (croce), si scende per un tratto attraverso sfasciumi e detriti (ometti e bolli rossi) sino a metter piede sul Turtmanngletscher. Ci si dirige verso est, inizialmente lungo un tratto abbastanza pianeggiante del ghiacciaio che può presentare qualche crepaccio; più avanti, quando il pendio si fa un po’ ripido, ci si sposta sulla destra per evitare una zona piuttosto crepacciata. Si continua puntando ad una specie di colle posto tra la cresta rocciosa sulla sinistra ed il pendio nevoso a destra, evitando di tagliare troppo presto sulla destra dove il pendio è decisamente più ripido. Raggiunta la rampa nevosa del versante nord-ovest, la si risale senza difficoltà facendo solo attenzione a restare lontani dalle possibili cornici che sul suo margine sinistro sporgono sul Brunegg gletscher (normalmente è presente una buona traccia). Nella prima parte il fianco nevoso presenta un tratto un po’ ripido (35°), quindi la pendenza si abbatte per poi aumentare di nuovo (35°) in vista della sella tra la vetta del Bishorn e la sua anticima nord-est, la Pointe Burnaby (4135 m); qui è possibile incontrare qualche crepaccio, normalmente assente nel tratto inferiore della rampa nevosa. Giunti alla sella (4100 m) tra il Bishorn e la Pointe Burnaby si prosegue verso destra lungo la cresta sommitale, inizialmente nevosa e con alcune cornici (a volte anche grosse) rivolte verso sud, per poi risalire fino alla vetta lungo un ultimo breve tratto di facili roccette, eventualmente preceduto da un piccolo crepaccio terminale (con un buon innevamento la cresta si presenta interamente nevosa). [3÷3.5 ora dal rifugio]

Discesa: si segue la via di salita che in 4-5 ore ci riporterà alle auto.

note: Volendo salire anche la Pointe Burnaby 4135 m, si ridiscende al colletto e in pochi minuti si sale alla vetta tenendosi leggermente al di sotto del filo di cresta, su neve, sfasciumi e roccette, uscendo finalmente sulla crestina finale in prossimità del punto più elevato, senza difficoltà. Il Bishorn è considerato tra i quattromila tecnicamente più facili delle Alpi ma, a differenza di molti altri la cui salita è facilitata dalla presenza di funivie e impianti vari di risalita, qui la vetta la si deve guadagnare metro per metro “by fair means” (Mummery docet).

Ritrovo:  2 luglio ore 3.45 Parcheggio Cai Carpi, via Cuneo, 51

Clicca qui per tragitto Auto:

quota partenza (m): 1675
quota vetta (m): 4153
dislivello complessivo (m): 2480
difficoltà: F
esposizione prevalente: Nord-Ovest
località partenza: Zinal (Zinal)
punti appoggio: Cabane CAS de Tracuit 3256 m

Cartografia: Kompass

Attrezzatura obbligatoria: da alpinismo su ghiacciaio, casco, imbrago, piccozza, ramponi, 3 moschettoni HMS, 1 cordino per sosta, 1 cordino per ghiacciaio (min 2.5m), 1 cordino corto per Machard, corda intera o mezza corda min 45m (! ogni cordata dovrà essere autonoma e definita già al parcheggio !)

Attrezzatura utile: 1 vite ghiaccio, 1 corpo morto, 1-2 rinvii, 2 bastoncini.

Accompagnatori:

  • Nicola Bertolani      393 9848004
  • Alberto Gavioli         335 5921358
  • Paolo Lottini             335 6938728

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