Nel prossimo numero di “in vetta”, Notiziario CAI Carpi:
La sezione del Cai di Carpi, nata il 29 settembre del 1945, lo scorso anno ha compiuto 80 anni. Noi abbiamo deciso di commemorare quell’evento la prossima estate. Lo faremo in movimento, a piedi e in bicicletta, con un trekking itinerante di 100 km e quasi 3500 metri di dislivello. Partiremo da Carpi e raggiungeremo in 5 tappe la cima più alta del nostro Appennino dell’intera Emilia Romagna: il Monte Cimone.
Ma celebreremo l’evento anche con una mostra di acquerelli e fotografie dedicate alla montagna, “Sguardi Verticali” con le opere realizzate dall’illustratrice e socia Cai Annalisa Boni e il nostro istruttore di alpinismo e fotografo Nicola Bertolani.

IL 2026 si apre con una nuova rubrica: Le ricette per il Terzo Tempo. Uno spazio dedicato a chi mette la propria fantasia in cucina per portare piatti freddi dolci e salati da consumare al termine di una escursione in montagna e ne vuole condividere anche la preparazione.
Due le proposte per questa edizione: I baci di Felicia, di Felicia Lo Sapio, e Crostata Ricotta e Cioccolato, di Monia Pedrazzoli.


Primo Zanfi è il protagonista della rubrica biografia di un socio. Sono entrato nel Cai all’età di 35 anni, ma già prima andavo in montagna. Con il Cai ho scoperto che è meglio andare in gruppo, con amici, che da solo. Tu sei stato per 20 anni, in più mandati, presidente della sezione di Carpi. Si, dopo un po’ che diventai socio diverse persone mi chiesero di propormi per la carica di presidente. Ricordo richieste ripetute durante il ritorno da una escursione. In questa avventura ho portato con me i miei compagni di sempre sulle montagne: Massimo e Claudio. Abbiamo presentato le nostre proposte, e ci hanno eletti. Il programma prevedeva la costruzione della sede della sezione a Carpi, quella attuale, in via Cuneo. Raccontami come andò. All’epoca il sindaco era Demos Malavasi. Fu lui che ci mise in contatto con il centro sociale Gorizia. Anzi venne anche lui all’incontro. Il comune ci diede un contributo economico. Io avrei messo a disposizione la mia azienda edile, ma i soldi erano comunque insufficienti. Allora chiedemmo ai soci se avessero voluto contribuire. Avevamo calcolato che servivano almeno 70 milioni.

Lo spazio dedicato alla preistoria un mondo da (ri)scoprire di Rachele Discosti ci parla di “realtà aumentata” in montagna e di un progetto per il rilancio della Preistoria Abruzzese. Mostre itineranti, laboratori didattici, workshop tematici per la formazione delle guide di montagna ed escursioni “archeotrekking” che hanno portato i partecipanti a scoprire un patrimonio inaspettatamente ricco. Dalla costa all’Appennino passando per le valli fluviali e i laghi interni, i gruppi preistorici hanno percorso l’Abruzzo e le sue montagne seguendo i ritmi di una vita nomade e dedita alla caccia e alla raccolta, in un paesaggio che mutava coi rivolgimenti climatici delle glaciazioni e dei periodi temperati ad esse inframezzati.

Alcune tappe del viaggio di Rino Duca assieme ad Olivia Cagossi sulla Grande Randonnée n.5 si può leggere nella rubrica: zaino in spalla sui cammini nel mondo. Comunemente chiamata GR5, è un cammino che si snoda dal lago di Lemano fino a Nizza. Io e Olivia l’abbiamo fatto dal lago di Lemano fino a Chamonix.

Vilde Mailli ci racconta la settimana bianca in Valle Aurina. La Valle Aurina è un posto fantastico per una vacanza sulla neve! Luisa ed Ernestina sono riuscite a trovare alloggio, per la settimana bianca del CAI, proprio in questa meravigliosa località. La Valle Aurina (Ahrntal in tedesco) è una valle laterale della Val Pusteria che si dirama da Brunico e si estende da Campo Tures fino a Predoi , all’interno del Parco Naturale delle Vedrette di Ries-Aurina, circondata dalle Alpi della Zillertal. Il nome si conosceva già nel 1048 come “vallis quae dicitur Aurina” e nel 1080 come”Orin” e “Arhrn”che deriva da un nome preromano aur diffuso nell’arco alpino. La valle apre l’accesso ai gruppi del Sasso Nero, del Picco dei Tre Signori , della Vetta d’Italia e ai loro relativi rifugi, raggiunti in altri anni, da alcuni componenti del gruppo

Coro Cai Carpi, che emozione in Cattedrale! di Carmen Gasparini. Un gennaio pieno di impegni, preparati per tempo Per il mese di gennaio avevamo in progetto diversi incontri. I giorni 4 e 6 saremmo dovuti andare a cantare in due paesi in provincia di Bologna, poi il 24 a Carpi in occasione della presentazione di un libro scritto per ricordare il Beato Odoardo Focherini ed infine domenica 25 gennaio ci saremmo trovati per ricordare il Dies Natalis di Lucia, moglie del nostro compagno di coro Massimo. Poi un imprevisto…

Rino Cipolli con Instantanee in Appennino ci porta nel bolognese, a Castel D’Aiano. Per questo numero propongo un’escursione ad anello di circa 11 km, con partenza alle piscine di Castel d’Aiano e passaggi per la Casa delle Fate, l’Urlo di Munch nella roccia, l’Orrido di Gea, Mulino. Ritorno per il sentiero CAI 456

Orville Pelatti, per la rubrica I biblioteCAI consigliano recensisce il libro L’inventario delle nuvole, di Franco Faggiani. Siamo nel 1915, il protagonista, Giacomo, è esonerato dal servizio militare per un piccolo incidente alla gamba. Bambino e poi ragazzo, vive con il nonno, severo e autoritario, con la madre e con un’altra anziana donna. Un’esistenza solitaria, senza il padre, ma relativamente privilegiata visto che ha potuto studiare e vedere diversi luoghi oltre il posto dov’è nato. Un po’ romanzo, un po’ avventura, “L’inventario delle nuvole”, ci fa partecipi della bellezza della natura, della sua forza e della sua grandezza.

Quanto è cresciuta la sezione Cai Carpi? 818 nel 2022, 1033 tre anni dopo, nel 2025. Con una crescita regolare ed inesorabile di circa 70 ogni anno, il 23% dei quali nuovi soci. Nei 4 anni presi in esame, la crescita maggiore è dei giovani, non lontani dal raddoppio, e passati da 78 a 137, giovani diventati oggi più di 1 ogni 10 iscritti. Età media scesa oggi a 46 anni.
Tutti gli articoli integrali, li troverete sul prossimo Notziario “in vetta! Buona lettura!
