Sul prossimo Notiziario “in Vetta”:
Il Cai di Carpi compie 80 anni nell’anno che per la prima volta nella sua storia supera i 1000 soci. In copertina il socio numero 1000, un bimbetto, Ferruccio Tafuto Mercuriali.

Il discorso del presidente Marcello Borsari durante le celebrazioni degli 80 anni: un bel numero, una ricorrenza che testimonia il lungo corso di questa sezione. Non sono solo i numeri che ci coinvolgono ma la passione costante che ci ha contraddistinto. Idee e progetti si sono susseguiti senza interruzione portando a ottenere risultati dagli albori ai giorni nostri. Vorrei riportare le mie riflessioni e congiuntamente mi sembra doveroso elencare le tappe fondamentali, perché il nostro passato è sempre vivo e se siamo arrivati dove siamo.

Quando Marco Focherini mi ha detto: “sei sicuro di farla tutta l’Alta Via”? Ci provo – ho risposto – al massimo torno a casa. Paolo Cervigni, per la rubrica “Biografia di un socio” si racconta. E come andò a finire? Che ci riuscii. E da quel momento la montagna diventò un amore che tuttora vivo. Tutti i sabati e le domeniche ero in montagna. Ricordo tante cime alpinistiche con Silverio Leporati ed altri: Sorapis, Marmolada, Pelmo, senza legarci, ma forse era anche meglio… Erano altri tempi! All’epoca a Carpi non c’erano corsi di Alpinismo, a differenza di altre sezioni più grandi del CAI. Ad un certo punto, dopo tante cime, abbiamo capito che, per progredire e fare di più era necessario imparare la tecnica. A Reggio e a Modena le sezioni proponevano un “corso di avviamento alla montagna”. D’accordo col direttivo ci iscrivemmo in 8, 4 a Modena e 4 a Reggio per imparare, poi portare il corso di alpinismo anche a Carpi. Degli altri sette, ricordo solo i nomi di Silverio Leporati, Mario Guaitoli, Giuliano Vellani, Erice Schiavi, Leonardo Perfetti e Gabriele Boccaletti.

Abbiamo seguito l’esercitazione dei volontari del Soccorso Alpino durante la seconda edizione del Summer Mountain Rescue Course organizzato dal SAER alla Pietra di Bismantova. Ricostruzioni di scenari assolutamente realistici – con tanto di truccatori per riprodurre le ferite riportate – di persone infortunate in arrampicata, ferrate, escursioni, parapendio e fino ad interventi di soccorso per chi pratica high-line, la fune aerea che collega due cime

Il Cammino dei Borghi Silenti, per la rubrica “Zaino in spalla sui cammini del mondo” è l’esperienza vissuta da Cristina Bernini Riportiamo un passaggio: Man mano che ci avvicinavamo riuscivamo a vede- re sempre più distintamente un uomo dall’età indefinita che sembrava stesse aspettando proprio noi perchè se ne stava lì a braccia aperte e con un gran sorriso! Abbiamo scoperto poi che di fronte avevamo il mitico Moreno: un punto di riferimento per tutti nella zona, per i turisti ma anche per i residenti. Gli hanno addirittura dedicato uno dei timbri da apporre sulla credenziale!

Orville Pelatti ha percorso alcune tappe della Via Romea Germanica Imperiale: Collega Trento a Roma, la più importante meta dei pellegrini. Nel nome ci sono i riferimenti: Roma è la meta e Germanica è la provenienza. Imperiale perché ha legami con 60 imperatori, dal primo di Roma Ottaviano Augusto, agli Asburgo, l’ultima casata imperiale d’Europa. A nord di Trento proseguendo lungo la Via Claudia Augusta si arriva fino al Danubio, ma si andrà ancora più a nord: si sta infatti progettando un insieme di itinerari che collegheranno città importanti per la storia degli imperatori: Treviri e Aquisgrana.

A spasso nella storia: Come il paesaggio montano ci parla di noi. E il paesaggio e la sua interpretazione li soggetto della rubrica “un mondo da (ri)scoprire” della nostra archeologa Rachele Discosti. Quando i nostri antenati salivano in montagna per stabilirvisi per tempi più o meno lunghi, dove andavano e come sceglievano i luoghi dove abitare? Ci sono anche luoghi a prima vista insospettabili, in cui la presenza umana è difficilmente visibile, ma in
realtà assai documentata.

Instantanee in Appennino, scatti e didascalie delle montagne di casa nostra. Rino Cipolli, con le sue bellissime fotografie, ci porta a conoscere alcuni “ponti del Diavolo” incluso il ponte naturale dedicato al re degli inferi a Polinago, e alcune emergenze ambientali nelle nostre zone.

Con questo numero si conclude la rubrica Funghi… di Stagione di Stefano Beltrami. L’ultima puntata è dedicata ai Porcini. Vediamo ora un po’ più nel dettaglio mese per mese come e dove possiamo cercare i nostri amati Porcini nel nostro Appennino.
Questo e tutti gli altri argomenti riassunti qui, potrete leggerli integralmente sul Notiziario “in Vetta”. Buona lettura!
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