Webinar – Willy Reggioni “Il lupo in Pianura Padana”

Martedì 13 Aprile ore 21:00
“LA DISPERSIONE DEL LUPO DELL’APPENNINO ALLA PIANURA PADANA” Un successo conservazionistico o una migrazione che fa discutere?”

Webinar in Videoconferenza ZOOM e diretta YouTube con il Dott. Willy Reggioni, responsabile del Wolf Apennine Center del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, che ci parlerà del ritorno del lupo in territori da cui era scomparso da secoli. L’incontro sarà una occasione importante per scoprire chi è davvero il lupo, come vive, qual è il suo ruolo negli ecosistemi e nella nostra storia passata, presente e futura. Si parlerà del perché è arrivato addirittura in Pianura Padana, dei rischi associati alla sua presenza in aree antropizzate e dell’ibridazione lupo x cane come fattore di minaccia per il lupo ma non per l’uomo.

Link per rivedere il video: Canale YouTube Cai Carpi
https://immagini.quotidiano.net/?url=http%3A%2F%2Fp1014p.quotidiano.net%3A80%2Fpolopoly_fs%2F1.5393234.1596777790%21%2FhttpImage%2Fimage.octet-stream_gen%2Fderivatives%2Ffullsize%2Fimage.octet-stream&h=368&fmt=webpWilly Reggioni, Laureato in scienze forestali all’Università degli Studi di Padova nel 1992, ha iniziato la sua cariera professionale nel 1993 nell’ambito del Parco regionale dell’Appennino Reggiano in qualità di Istruttore Direttivo Naturalista con funzione di responsabile dell’ufficio conservazione della natura. Nel 1996 ha assunto il ruolo di Project manager di un primo progetto LIFE Natura (finanziato dalla UE) per la conservazione del lupo nel Parco regionale. Nel 2000 ha assunto il ruolo di responsabile di un secondo progetto LIFE sulla conservazione del lupo esteso a tre parchi regionali dell’Emilia-Romagna. Nel 2006 è entrato nello staff del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e nel 2008 ha diretto per il parco nazionale un terzo progetto europeo per la conservazione del lupo che ha visto coinvolti il Parco nazionale del Gran sasso e Monti della Laga e altri partner rumeni e greci. Nel 2014 ha assunto il ruolo di Project manager del progetto LIFE MIRCo-lupo in cui è stata sperimentata per la prima volta in europa la “rimozione riproduttiva” degli ibridi lupo x cane allo scopo di minimizzare gli effetti negativi dell’ibridazione sul patrimonio genetico della specie lupo. Dal 2012 dirige il Wolf Apennine Center che ha attivato rapporti di collaborazione, tra gli altri, con Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria, Regione Lazio, Regione Basilicata, Città Metropolitana di Roma.

Webinar con Paolo Filetto – Il dissesto idrogeologico in Appennino

Venerdì 2 Aprile ore 21:00
“FRANE, DISSESTI, INCENDI E ALLUVIONI”
Quale approccio utilizzare fra prevenzione, resilienza e resistenza?

Videoconferenza ZOOM e diretta YouTube con Paolo Filetto, Presidente delle Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia di Modena per parlarci del dissesto idrogeologico del nostro Appennino e della Pianura Padana.

Link per rivedere la registrazione: Canale YouTube Cai Carpi
Paolo Vincenzo Filetto, Laureato in Scienze Forestali, già direttore di un Parco regionale (Alto Appennino Modenese) e di tre riserve regionali (due in E-R) e una in Lombardia, collaboratore Provincia di Modena settore ambiente e settore politiche faunistiche, Coordinatore Masterplan della costa del Parco Delta del Po. Presidente guardie ecologiche di Modena, vice-presidente Foreste per Sempre, presidente associazione sportiva dilettantistica Orienteering Club Appennino. Operatore sezionale TAM e nominato nel Comitato di Indirizzo previsto all’art. 4 dell’Accordo quadro CNR-CAI Progetto “Rifugi sentinelle dell’Ambiente”.

24 Febbraio 2017 – Appennino Mon Amour

Galleria

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“Appennino Mon Amour” Serata con presentazione della guida “Appennino di Neve e Ghiaccio Vol.2” in compagnia degli Alpinisti del Lambrusco. Venerdì 24 febbario ore 21.00 – Sede Cai Carpi, Via Cuneo 51 L’Appennino Tosco-Emiliano si configura come un lungo crinale … Continua a leggere

In Appennino sulle tracce del cervo

bramito cervoDomenica 20 Settembre 2015
Escursione in Appennino sulle tracce del cervo
Accompagnano Matteo Carletti e Paolo Vincenzo Filetto

Forse non tutti lo sanno, ma il periodo che segna la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, è davvero speciale per i cervi.
Le femmine si radunano in branchi e i maschi dominanti cercano di proteggere il loro harem impedendo ai pretendenti più giovani di avvicinarsi, segnalando il loro dominio con dei potenti e profondi “bramiti”; suoni simili a ruggiti del leone, che risuonano e si diffondono nel bosco creando uno spettacolare “concerto”. Una singolare rappresentazione sonora, che farà gelare il sangue incutendo timore a chi non li avesse mai ascoltati.
Poi, se i bramiti e gli atteggiamenti aggressivi dei maschi dominanti non fossero sufficienti a scoraggiare i pretendenti, si passa al duello vero e proprio, ed è allora che nei boschi si sentiranno anche i colpi secchi dovuti ai palchi ossei che si scontrano tra loro.

Insomma, una bellissima escursione appenninica sulle tracce del cervo, tra boschi e brughiere, per ascoltare i possenti bramiti e i violenti cozzi dei palchi, accompagnati da due guide d’eccezione: Matteo Carletti e Paolo Vinzenzo Filetto veri esperti del settore.

  • Partenza dal parcheggio CAI di Carpi alle ore 6.00
  • Si prega di confermare la presenza in Sede entro Venerdì 18 settembre

I Fantalpici – Alpesigola e Monte Rovinoso

http://www.caicarpi.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/logo-fantalpici-low1.jpgI Fantalpici
1 marzo 2015
Alpesigola e Monte Rovinoso

Causa condizioni ambientali sfavorevoli l’uscita agli Schiocchi del Secchia viene sostituita con una non meno appagante salita all’Alpesigola e Monte Rovinoso in Appennino modenese.

Il percorso:
Da località Casoni di S. Andrea Pelago (1.110m) si prende il sentiero 571 che salendo nel bosco e incrociando la via Vadelli sale verso Alpesigola (1.640m). Da qui si torna un poco indietro fino al bivio del Lagaccione (da poco superato) e si prende il sentiero 573 verso Monte S. Andrea e Monte Rovinoso (1.530m). Superata in discesa una piccola cresta si prosegue verso il piccolo Lago Cavo, da dove, in direzione Sud si torna ad incrociare via Vandelli. Percorrendola in direzione Sud Ovest si torna al primo incrocio e al punto di partenza. Continua a leggere

Escursionismo – L’autunno in Appennino

autunnoDomenica 2 Novembre 2014
Escursione tra i colori dell’Appennino nel periodo autunnale

Cima Tauffi (Appennino modenese)

Accompagnano: Edi Forghieri e Olivetta Daolio.

Partenza a Capanno Tassoni, passaggio per il Colle dell’Acqua Marcia, per il crinale fino a Cima Tauffi, ritorno per il Passo del Colombino e di nuovo a Cima Tauffi e Capanno Tassoni.

  • Partenza: ore 6.30 parcheggio CAI Carpi
  • Difficoltà: E – Escursionistica
  • Tempo di percorrenza: 6 ore circa
  • Contributo di partecipazione: Soci Cai 5 Euro
  • Si prega di confermare la presenza telefonando al cai il martedì o il venerdì o al numero 335 6980722

Fantalpici sul Marmagna

marmagna

Crinale Appenninico Parmense – Photo courtesy Jacopo Volta on Flickr

I FANTALPICI
Monte Marmagna 1851 m
Appennino Parmense
Domenica 8 dicembre 2013

Descrizione del percorso
L’uscita prevista in calendario viene sostitutita con questa nuova meta. Classica escursione invernale in uno degli ambienti fra i più belli dell’Appennino emiliano. Da Lagdei 1254 m si prende il sentiero 727 che, attraversando il bosco, conduce verso il Lago Santo parmense. Raggiunto un bivio, si procede sulla sinistra percorrendo ora il sentiero 723 fino ad arrivare sulla riva del lago, dove sorge il rifugio Mariotti 1508 m. Si continua verso destra camminando lungo la sponda quindi si comincia a salire verso il crinale sempre seguendo il sentiero 723. Usciti dal bosco ci si porta in direzione della sella 1730 m posta fra il Monte Aquila e il Monte Marmagna, e si continua a destra seguendo il crinale per il sentiero 00 fino a raggiungere la croce del Monte Marmagna 1851 m. La veduta è veramente panoramica e spazia dalle Alpi Apuane al non lontano sottostante Golfo di La Spezia, fino alle Alpi sulle quali spicca in particolare l’imponente massiccio del Monte Rosa.
Il percorso di ritorno segue l’itinerario affrontato in salita: si valuteranno sul luogo eventuali possibili varianti in base alle condizioni dell’innevamento. Continua a leggere

CAIspolando in Appennino – Domenica 10 Marzo 2013

La nostra sezione ha organizzato per Domenica 10 Marzo presso il Rifugio Capanna dei Celti in località Doccia di Fiumalbo, la prima edizione di “CAIspolando in Appennino”, una piacevole e facile passeggiata con le racchette da neve adatta a grandi e piccini.
Cammineremo tutti insieme sui sentieri del Parco dell’Alto Appennino Modenese, dove sarà possibile scoprire la magia dei boschi innevati e godere l’incanto dei panorami che questi monti offrono.
A fine escursione, per chi lo volesse, sarà possibile pranzare al Rifugio, acquistando il buono pasto al prezzo di 15 Euro.
La manifestazione si effettua in concomitanza del 12° Raduno Skialp dell’Alto Appennino Modenese. Sarà anche una buona occasione per chi accompagna gli scialpinisti e non vuol stare ad aspettare tutto il tempo all’arrivo.

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CoPeSoTe – ovvero “COn i PE SOtta la TEvla”

COn i PE SOtta la TEvla

Co.Pe.So.Te. è l’acronimo di “COn i PE SOtta la TEvla”. Questa è la proposta tutta nuova ideata dal vulcanico Paolo Cervigni. Si tratta di escursioni sul nostro Appennino, in cui ci si ferma verso le ore 13 a pranzare tranquillamente in una trattoria tipica, e poi si scende, senza fretta, a valle. Un modo diverso per riscoprire gli antichi borghi e i buoni sapori delle nostre montagne. Per queste escursioni sono indicate le ore di marcia sia prima che dopo il pranzo. A questo indirizzo potrete trovare il programma completo con tutte le date del 2013: Con i piedi sotto la tavola

Con il CAI di Carpi dal Passo delle Radici al Lago Santo

Le Cime di Romecchio

Nell’ambito della Settimana Nazionale di Escursionismo organizzata dal Club Alpino Italiano che si svolgerà nella nostra regione dall’8 al 16 settembre e all’interno di un trekking itinerante che dal Passo della Cisa arriverà al Lago Santo Modenese denominato “Trekking dei Pensieri Viandanti”, il 15 settembre è stato assegnato alla nostra Sezione l’accompagnamento dell’ultima tappa Passo delle Radici – Lago Santo modenese. Visto che c’è la possibilità di partecipare anche solo a questa tappa, chi volesse unirsi a noi, può ancora iscriversi (costo uscita 10 €) contattando il responsabile Dante De Simoni via mail: dante@desimonifranzosi.it o direttamente la Sede nelle serate di apertura.

Ricordo inoltre che domenica 16 settembre, al Rifugio Marchetti, oltre ad una ricca serie di eventi, si esibirà anche il Coro Cai Carpi e quindi potrebbe essere una ghiotta occasione per passare un bel fine settimana sui monti, pernottando in loco.

Breve descrizione della zona e del percorso:
La traversata lungo il crinale che va dal Passo delle Radici e raggiunge il Lago Santo modenese costituisce uno dei percorsi più interessanti e apprezzati per la varietà del paesaggio e degli ampi panorami che regala. Essa consente di conoscere uno dei settori più significativi del nostro Appennino, in cui a morbidi crinali si contrappongono tratti aspri e dalle linee ardite. Sotto le vette rocciose, oltre il limite della vegetazione arborea, s’incontrano brughiere d’alta quota, vaccinieti, pascoli alternati ad affioramenti rocciosi, laghetti e cascatelle. Qui la flora è assai ricca di veri e propri giardini botanici naturali con rarità erbacee e arbustive; sotto i 1500 metri di quota predomina la faggeta associata a varie essenze forestali: aceri di montagna, abeti bianchi e rossi, cerri e ontani. La fauna annovera cervi, daini, caprioli, cinghiali, mufloni, marmotte reintrodotte nell’ultimo dopoguerra, perfino l’aquila reale e il lupo appenninico. Tutta l’area è di notevole importanza anche sotto l’aspetto geomorfologico perché presenta numerose testimonianze dei ghiacciai che si svilupparono durante il Würm (tra 75000 e 10000 anni fa) in queste zone. Distinguibili molti circhi glaciali: alcuni, come quelli tra il Passo delle Radici e le Cime di Romecchio molto addolciti dai successivi processi erosivi, altri, come il tratto che da Cima dell’Omo porta al Lago Santo, nella zona denominata Campi di Annibale, con pendenze più accentuate, dove sono chiaramente riconoscibili le morene, cioè i depositi di detriti trasportati dalle masse glaciali. Continua a leggere