12 Ottobre 2019 “Lunata sul Monte Altissimo”

12 ottobre 2019 – Lunata sul Monte Altissimo di Nago

  • Ritrovo: parcheggio Cai ore 13,30
  • Dislivello: mt. 460
  • Difficoltà: E
  • Partenza da Carpi parcheggio Cai con auto proprie e arrivo al Rifugio Graziani alle ore 15,30 circa dove parcheggeremo le auto. Dal Rif. Graziani (mt. 1620) con sentiero 633 dopo circa h.1,15 arriveremo al rif. Damiano Chiesa (mt. 2060). Con pochi mt. di dislivello in salita, raggiungeremo la cima del Monte Altissimo di Nago (mt. 2079) da dove potremo affacciarci sul Lago di Garda ed ammirare il panorama spaziando sull’altopiano di Brentonico, sul Carega ,sui Lessini, sul Brenta, sulle Alpi di Ledro, visitare la chiesetta e le postazioni militari delle Prima Guerra Mondiale.
  • Intorno alle 19,00 ceneremo al rifugio D. Chiesa e dopo cena, con la luna piena ci riaffacceremo sul lago per ammirare lo splendido panorama sotto di noi oltre 2000 mt.
  • Verso le 21,00 riprenderemo il sentiero 633 per tornare al Rifugio Graziani e da lì ripartiremo per Carpi con arrivo previsto per le ore 24,00-00,30 circa.
  • Per informazioni e prenotazioni: in sede il martedì e venerdì dalle 21,00 alle 23,00

Escursione a Montisola e Lago d’Iseo

Domenica 24/03/2019
Montisola e Lago d’Iseo
Escursione + Tour in barca delle tre isole con degustazione

La salita a Montisola è molto semplice ma al tempo stesso entusiasmante e ricca di interesse. La peculiarità di questa elevazione, come indica il nome stesso, è di trovarsi nel bel mezzo del Lago d’Iseo. Monte Isola è il toponimo del comune sparso, con sede comunale nella piccola frazione di Siviano. Di notevole interesse i piccoli borghi presenti qua e là sull’isola ed i relativi vicoli che l’attraversano. Nonostante le modeste dimensioni, con una superficie di 4,5 km² e un perimetro di 9 km, vanta diversi primati di “grandezza”: è infatti l’isola lacustre più vasta d’Italia e dell’Europa centro meridionale. Detiene inoltre il primato europeo come altitudine raggiungendo i 600 metri. Continua a leggere

I Fantalpici – Monte Tiravento

I Fantalpici
Monte Tiravento 1100m (E)
Appennino romagnolo
Domenica 18 Novembre 2018

Chi ha detto che i Fantalpici fanno solo escursioni faticose?
Per sfatare questo falso mito si propone un insolito ma interessante itinerario alla portata di tutti, nell’Appennino romagnolo, che dal paese di Premilcuore conduce sul Monte Tiravento, caratterizzato da spettacolari passaggi “lunari” su crinale panoramico e ritorno nel bosco oltrepassando alcuni ruderi di antiche case.

Descrizione del percorso:
da Premilcuore 457m si oltrepassa il ponte sul fiume Rabbi. Usciti dal paese risaliamo ripidamente per il segnavia CAI 313 fino al Monte Arsiccio 794m. Lasciato il crinale si entra ora nel bosco fino a quota 1034. Giriamo a sinistra riprendendo il crinale che porta verso il Monte Tiravento 1043m. Bel panorama verso nord  sulla pianura  e sui calanchi circostanti. Sul crinale non è difficile imbattersi nelle tracce del lupo che utilizza questo passaggio per spostarsi da una valle all’altra. Continua a leggere

Domenica 7 ottobre – Il Sentiero delle Teragnòle

Domenica 7 Ottobre 2018
ll sentiero delle Teragnòle (E)

Percorso escursionistico che da Rovereto risale la valle di Terragnolo lungo antichi sentieri e mulattiere. Percorrendolo, si apprezzano le bellezze di una valle incontaminata e si sperimenta la fatica che le donne di Terragnolo, fino agli anni cinquanta, provavano nel risalire verso casa, dopo aver venduto in città i magri prodotti della loro terra. A quelle donne umili e forti è dedicato questo sentiero.

  • Ritrovo e partenza: Carpi stazione Autocorriere Via Peruzzi ore 6,30
  • Punto di partenza: Fontana di Rialto
  • Punto di arrivo: Piazza di Terragnolo (m. 786)
  • Lunghezza: km 11
  • Dislivello in salita: m. 630
  • Tempo di percorrenza: ore 4:30 escluse le soste
  • Difficoltà: E
  • Informazioni e prenotazioni: in Sede il martedì e venerdì dalle ore 21.00 alle ore 23.00
  • Leggi il Regolamento Gite Sociali

8 Ottobre – Il Sentiero del Castagno da Bressanone a Chiusa

sent-castagnoDomenica 8 ottobre 2017
Emozioni d’Autunno
Sentiero del Castagno
Da Bressanone a Chiusa

Il sentiero del Castagno (Keschtnweg in tedesco) si snoda tra prati, frutteti e vigneti per strade e vie campestri, attraverso paesi, masi e boschi fitti e impenetrabili. Si passa su colline panoramiche con pittoresche chiesette e castelli vicino a pareti rocciose e spettacolari cascate, accompagnati dalla costante presenza di castagneti e giganteschi tronchi centenari dalle bizzarre ramificazioni, simbolo del nostro itinerario.
Vario si presenta il panorama: dalle Alpi Aurine alle Odle e allo Sciliar.
Tutto il sentiero del Castagno completo parte da Novacella, a nord di Bressanone, e porta a Castel Roncolo presso Bolzano. Si sviluppa per una lunghezza di 61 km. e presenta dislivelli per un totale di 2000 m.
Noi effettueremo la tappa da Bressanone a Chiusa.

  • Dislivello: + 600 – 600
  • Lunghezza: km. 15 circa
  • Tempo di percorrenza: h. 6
  • Difficoltà: E
  • Partenza da Carpi h. 6 p.le Autocorriere Via Peruzzi
  • Prenotarsi in Sede il martedì e venerdì dalla 21.00 alle 23.00 o telefonando allo 059696808

22/23 Luglio – Escursione in Val di Rabbi

22-23 Luglio 2017
Val di Rabbi
Parco Nazionale dello Stelvio

Rifugio Dorigoni (m.2436)
Cima Gleck Collecchio (m.2957)
Rifugio Laghi Corvo (m.2426)

Ritrovo al parcheggio sede CAI, in via Cuneo, ore 5:50

Programma
1° Giorno – Arrivo al parcheggio in località Coler in Val di Rabbi, punto di partenza dell’escursione.
Dal parcheggio (m. 1380) si prende il sentiero sat 106 che, quasi sempre al fianco del torrente Rabbies, ci condurrà fino al Rifugio Dorigoni (m. 2436). Lungo il percorso due brevi varianti, che si staccano dal sentiero principale, ci permetteranno di giungere presso due gioielli di questa valle: le impetuose Cascate di Saent e la “Scalinata dei Larici Monumentali”, un suggestivo percorso tra “patriarchi” vegetali plurisecolari e dalle forme insolite.
Ritornati sul sentiero 106, attraversando tutta l’alta Valle di Saent, giungiamo al Rifugio Dorigoni (m. 2436).
Pernottamento con cena e prima colazione.

2° Giorno – Dal rifugio si segue, salendo, il sentiero sat 107 fino al Passo del Giogo Nero (m. 2823) e da qui, su traccia ben visibile, la Cima Gleck-Collecchio (m. 2957). Il panorama a 360° che si gode dalla cima è grandioso:le maestose vette del gruppo Ortles-Cevedale (Monte Vioz, Palon de la Mare, Cevedale, Gran Zebrú), la val D’Ultimo, la Val di Saent, le vicine Cima Sternai e Gioveretto.
Dalla cima si scende percorrendo il sentiero sat 145, che dopo aver costeggiato i numerosi e caratteristici laghi di origine glaciale, giunge al Rifugio Lago Corvo (m. 2426). Dopo la meritata pausa non ci resta che scendere gli ultimi 1000 m. di dislivello lungo il comodo sentiero 108 che termina a Piazzola-Parcheggio Cavallar (m. 1475).  Continua a leggere

9 Ottobre – Il Sentiero del Castagno da Bressanone a Chiusa ANNULLATA

A CAUSA DELLE PREVISIONI METEO SFAVOREVOLI L’USCITA E’ STATA ANNULLATA
sent-castagnoDomenica 9 ottobre 2016
Emozioni d’Autunno
Sentiero del Castagno
Da Bressanone a Chiusa

Il sentiero del Castagno (Keschtnweg in tedesco) si snoda tra prati, frutteti e vigneti per strade e vie campestri, attraverso paesi, masi e boschi fitti e impenetrabili. Si passa su colline panoramiche con pittoresche chiesette e castelli vicino a pareti rocciose e spettacolari cascate, accompagnati dalla costante presenza di castagneti e giganteschi tronchi centenari dalle bizzarre ramificazioni, simbolo del nostro itinerario.
Vario si presenta il panorama: dalle Alpi Aurine alle Odle e allo Sciliar.
Tutto il sentiero del Castagno completo parte da Novacella, a nord di Bressanone, e porta a Castel Roncolo presso Bolzano. Si sviluppa per una lunghezza di 61 km. e presenta dislivelli per un totale di 2000 m.
Noi effettueremo la tappa da Bressanone a Chiusa.

  • Dislivello: + 600 – 600
  • Lunghezza: km. 15 circa
  • Tempo di percorrenza: h. 6
  • Difficoltà: E
  • Partenza da Carpi h. 6 p.le Autocorriere Via Peruzzi
  • Prenotarsi in Sede il martedì e venerdì dalla 21.00 alle 23.00 o telefonando allo 059696808

19 Giugno – Passo Tremalzo / Magasa

tremalzoDomenica 19 Giugno 2016
Da Passo Tremalzo a Magasa
Accompagna: Vittorio Lodi

Dal passo Tremalzo si imbocca il sentiero Antonioli (segnavia n.224) comoda carrareccia che in discesa arriva alla Bocca di Lorina (m. 1431) dove inizia la salita sino alla Bocca di Campei (m.1822). Camminiamo alla base del Monte Caplone (m. 1976 salita facoltativa, 1 h. circa), poi passiamo di fianco al Monte Tombea e continuiamo per carrareccia sino alla Bocca di Cablone (m.1755). Da qui inizia la discesa verso la Borgata di Magasa (m.981) per i sentieri n.ro 67 e 74.

L’escursione verrà effettuata in Pullman al raggiungimento di n.34 persone. Qualora non si raggiungesse il numero indicato, verrà proposta escursione alternativa.

  • Partenza da Carpi: h. 6,30 p.le Autocorriere
  • Luogo di partenza: Passo Tremalzo (m.1665)
  • Luogo di arrivo: Magasa (m.981)
  • Dislivello in salita: m.550 circa
  • Dislivello in discesa: m. 1100 circa
  • Tempo di percorrenza: h. 6 circa
  • Difficoltà: E
  • Informazioni e iscrizioni in Sede

1 Novembre – Escursione a Pietrapazza

1 Novembre 2015
Parco Nazionale Foreste Casentinesi

Pietrapazza è un suggestivo borgo ormai da tempo disabitato con una bella chiesa, nel territorio di Bagno di Romagna (FC), ai margini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. La valle di Pietrapazza è ricca di testimonianze storiche.
In questa zona ci fu un accavallarsi di domini diversi, di assedi e di lotte che si protrassero per secoli fino all’affermarsi dell’egemonia fiorentina.
Questa valle, come tante altre dell’Appennino, ha visto nel secondo dopoguerra un totale abbandono.
I borghi e le “Ca” (case e unità poderali) de la Bottega, Trappisa, Pietrapazza, L’Eremo Nuovo, Rio D’Olmo, il Trogo, la Siepe dell’Orso ed altri, uin tempo densamente popolati,erano nodi della vasta rete delle mulattiere di Bagno di Romagna.
Pietrapazza in particolare era una tappa fondamentale sulla direttrice che collegava la valle del Savio a quella di Ridracoli.
Le fatiche e i magri guadagni della vita in montagna – quando, come ricordano alcuni nativi di Strabatenza “a Forlì era tutta una luce e noi non avevamo la corrente” – ne hanno causato l’abbandono.
Restano oggi numerosissime case sparse ormai cadenti, chiesine sperdute, cimiteri coperti dalla vegetazione, che ci parlano di un recente passato in cui questi luoghi erano abitati da persone che con il duro lavoro quotidiano e con grandi privazioni, vivevano in armonia con la natura conservando un’antica saggezza.
Tutta questa valle era costellata di numerosi mulini che, oltre alle chiese, erano un punto d’incontro e di socializzazione, un vero e proprio centro di aggregazione sociale, collegati alle case e ai villaggi da mulattiere lastricate e ancora oggi ben visibili.
I fossi e i torrenti erano attraversati da ponti a schiena d’asino.
Oggi la natura si è riappropriata di tutti gli spazi abbandonati dall’uomo, e quindi non è difficile incontrare gli abitanti del bosco: daini, caprioli, cervi, cinghiali, volpi, istrici, poiane. Continua a leggere

I Fantalpici – dal Forte di San Marco alla Madonna della Corona

madonna-della-corona

Il Santuario della Madonna della Corona – Photo courtesy Flavio Biondo on Flickr

1 aprile 2013
“Dal Forte di San Marco al Santuario della Madonna della Corona”

In sostituzione dell’uscita dei Fantalpici sul Monte Spino prevista per lunedì 1 aprile e rimandata per il maltempo (ferrata e cresta non sono consigliabili con condizioni incerte), si propone come alternativa il percorso qui di seguito brevemente descritto.
Parcheggiate le automobili nei pressi di Lubiara, si sale sulla lunga spalla che chiude a ovest la Val d’Adige. Qui giunti (500 m circa) il panorama si allarga, e mentre ci si affaccia sul fiume sottostante subito l’orizzonte comincia a spaziare dall’altopiano dei Lessini dall’altra parte della valle, alla Pianura Padana che si apre a sud, fino al lembo più meridionale del Lago di Garda: il tutto racchiuso negli estremi limiti del Carega a est e del Monte Baldo a ovest. Continua a leggere