Il libro di Dante Colli al nuovo socio più illustre della nostra sezione, Mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena e Carpi  

di Nelson Bova

Il Vescovo della Diocesi di Modena, e temporaneamente anche di Carpi, Mons. Erio Castellucci, accetta con piacere la tessera del Cai di Carpi e racconta come lui fosse già stato socio del Club Alpino Italiano a Forlì, negli anni ’80. Ora non ho più il fisico, ci dice, ma sono sempre stato attratto dalla montagna, a quel tempo la frequentavo spesso ed avevo anche un buon passo.

Il presidente del Cai di Carpi, Marco Bulgarelli, coglie la palla al balzo per proporre, appena sarà possibile, una passeggiata in gruppo: proposta che Mons. Castellucci accetta senza esitazioni.

Abbiamo donato al Vescovo l’iscrizione alla nostra sezione per la grande sensibilità e disponibilità nei nostri confronti, spiega Bulgarelli. Nel 2020 ricorre sia il 50° del rifugio “Città di Carpi” sulle Dolomiti bellunesi, sopra Auronzo di Cadore, sia il 75° della nostra Sezione. La pandemia purtroppo ci ha costretto ad annullare per ben due volte, in primavera e in autunno,  tutti gli eventi che avevamo organizzato, i quali  fra le altre cose  comprendevano la celebrazione di una Messa in un primo tempo al Rifugio poi a Carpi, alle quali mons. Castellucci avrebbe preso parte.

L’occasione per incontrare il Vescovo si realizza nella Sacrestia del Duomo di Carpi, al termine della celebrazione della Messa di sabato 21 novembre.  Questa è anche l’occasione per donare a Mons. Erio il volume fresco di stampa “L’alpinismo carpigiano dal Settecento ai giorni nostri” di Dante Colli. In 276 pagine sono riassunti secoli di passione per la montagna, dagli Estensi al Covid, da cui sono stati animati i nostri concittadini come noi nati e cresciuti tra le nebbie della pianura.

Continua a leggere