I Fantalpici – Via Ferrata Brigata Tridentina

Ferrata Tridentina – Cima Pisciadù (EEA)
Sabato 17 settembre 2011

“La via ferrata più famosa delle Dolomiti”, così viene definita la Tridentina, che porta tale nome perché nel 1968 venne tracciata da un gruppo di alpini della Brigata ‘Trento’.
Si parte da un ampio spiazzo (1956 m) che funge da parcheggio accanto alla Strada statale 243, non appena superato il Passo Gardena in direzione di Colfosco. Per circa 15 min. si segue il sentiero segnato alla base della parete nord del Sella in direzione est, fino a trovare le prime corde e infissi. Dopo aver incrociato più sopra un altro sentiero che scende dal Passo Gardena, si continua fino al punto in cui appare la targa che segna l’inizio della via ferrata (2075 m). Il percorso risale lungo la Torre Exner, inizialmente costeggiando il Rio Pisciadù che porta il nome del lago da cui nasce più in alto. Tratti verticali e traversi si presentano molto esposti ma ben attrezzati con funi e pioli. Stupendo appare ora agli occhi l’ambiente roccioso del Sella, che a poco a poco comincia ad aprirsi in tutta la sua enorme e scenografica complessità morfologica. La parte della ferrata un poco più impegnativa dal punto di vista tecnico è la seconda, prima di arrivare all’aereo e famoso ponte sospeso (2430 m) ben visibile già dall’automobile mentre si percorre la strada statale assai più in basso. Lasciata attraverso questo passaggio la Torre Exner, non resta che un breve tratto di corda fissa e di sentiero per raggiungere il Rifugio Cavazza (2585 m). Questa costruzione, che inizialmente portava il nome di Bamberger Hütte, risale al 1903 ed è opera della sezione di Bamberga del Club Alpino Tedesco-Austriaco. Nel 1942 essa fu acquistata dal CAI di Bologna che intese dedicarla al proprio socio dott. Franco Cavazza, caduto in Albania l’anno precedente. Continua a leggere