Zecche – Se le conosci puoi evitarle

Tutto quello che c’è da sapere su questi fastidiosi parassiti.

Il clima particolarmente caldo e umido di questa primavera ha fatto ridestare l’attenzione per le zecche, note da sempre a chi frequenta la montagna, la campagna o i boschi, ma che da alcuni anni stanno vivendo un periodo di particolare popolarità, o meglio, sono conosciute sempre più le possibili conseguenze dell’eventuale ‘puntura’ di questi animaletti.
Di seguito, cercheremo di offrire qualche informazione utile a tutti coloro che frequentando la montagna, possono venir punti da questo fastidioso parassita.

  • Le zecche sono pericolose? Sì, possono esserlo. Quella più rischiosa per l’uomo è la zecca dei boschi o ixodes ricinus. Con la sua puntura può trasmettere malattie infettive alcune delle quali, come la malattia di Lyme, possono avere serie conseguenze se non vengono curate tempestivamente.
  • Dove si trova la zecca dei boschi? Nell’erba e nei cespugli. Ama gli ambienti umidi e ombreggiati con vegetazione bassa e le zone di confine tra prato e bosco, sopratutto se c’è presenza d’acqua. E’ presente in molte aree del nostro territorio, più in collina che in pianura, ed è resistente a condizioni ambientali sfavorevoli.
  • Come si presenta? La zecca dei boschi è scura e molto piccola, quindi difficile da vedere: negli stadi di larva e ninfa non è più grande di una testa di spillo e da adulta e appena più grande.
  • Come puoi evitare di essere punto? Indossa vestiti chiari per identificare più facilmente le zecche e rimuoverle prima che si attacchino alla cute. Usa maglie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, evita di sederti direttamente sull’erba. Al ritorno dall’escursione ispeziona tutto il corpo. Sopratutto nei bambini, fai attenzione anche al cuoio capelluto.
  • In quale stagione potresti essere punto? Le zecche possono pungere in ogni periodo dell’anno ma sono più attive nel periodo compreso fra la primavera e il tardo autunno.
  • Che cosa devi fare se sei stato punto? Le probabilità d’infezione sono basse se la zecca resta attaccata alla cute per meno di 36-48 ore. Una zecca va rimossa correttamente: afferrala con una pinza il più vicino possibile alla cute e toglila tirando verso l’alto senza schiacciarla. Se il rostro (l’organo che la zecca usa per attaccarsi) rimane nella pelle, estrailo con un ago da siringa sterile. Disinfetta la zona e verifica di essere vaccinato contro il tetano. Non gettare la zecca ma bruciala.
  • Cosa NON devi fare se sei stato punto? Non devi usare metodi impropri per l’estrazione quali bruciarla o applicando sostanze come benzina, trielina, acetone, ecc. Tali sostanze “irritano” la zecca e aumentano il rischio d’infezione. Non toglierla con le mani o schiacciarla con le dita.
  • Cosa devi fare dopo aver tolto la zecca? Controlla tutti i giorni per 30-40 giorni l’area cutanea colpita. Rivolgiti subito al tuo medico di famiglia se compare una chiazza rossastra tondeggiante che si allarga sempre di più, spesso schiarendo al centro in modo da formare un’immagine ad anello. Rivolgiti al medico anche se compaiono febbre, mal di testa, malessere, ingrossamento delle ghiandole vicino alla zona dove sei stato punto, dolori alle articolazioni. Nei 30-40 giorni di osservazione non usare antibiotici di tua iniziativa: ciò potrebbe impedire al tuo medico di diagnosticare correttamente un’eventuale infezione. Se per altri motivi devi ricorrere agli antibiotici, avvisa il tuo medico che sei stato punto da una zecca, così da consentirgli di usare farmaci efficaci anche contro la Malattia di Lyme.
  • Perché è importante l’osservazione? Per cogliere il più precocemente possibile i segnali della malattia di Lyme, costituiti da una tipica chiazza rossastra che si allarga. Una diagnosi precoce permetterà di iniziare subito la terapia opportuna e evitare complicanze. Inoltre, per questa malattia gli esami del sangue non sono molto precisi: ciò aumenta l’importanza dell’osservazione per vedere un’eventuale “cerchio” sulla pelle che si allarga.
  • Cos’è la Malattia di Lyme? E’ una malattia infettiva che colpisce vari organi e si sviluppa in più fasi. La fase iniziale, come abbiamo visto, colpisce la pelle, generalmente non è grave e a volte guarisce anche da sola. Se però non viene curata con terapia opportuna, possono poi comparire le fasi tardive, anche a distanza di mesi, le persone che non sono state trattate nella fase iniziale. Le fasi tardive sono molto più gravi della fase precoce e provocano artriti, disturbi dei nervi, del cervello, del cuore e degli occhi.
  • La Malattia di Lyme è curabile? Sì, con una terapia antibiotica specifica e un po’ più lunga del solito: fino a tre-quattro settimane nella fase iniziale. Questa terapia è sempre in grado di stroncare l’infezione e di evitarne le complicanze. Le fasi tardive richiedono invece terapie più impegnative e non sempre completamente efficaci. Più precoce è la diagnosi più è facile prevenire le complicanze.
  • La puntura di zecca è sempre contagiosa? No. In Emilia Romagna la percentuale di zecche infette è al momento relativamente bassa: perciò la maggior parte delle punture non ha nessuna conseguenza. Ciò non toglie che sia meglio usare sempre prudenza.
  • A chi posso rivolgermi per avere maggiori informazioni? Al Servizio Igiene e Sanità Pubblica della tua AUSL – Al tuo medico di famiglia – Al Servizio Veterinario della tua AUSL – Al Centro di Riferimento Regionale per la Borelliosi di Lyme AUSL di Ravenna tel. 0546602519-06-20 e-mail: wo.pavan@ausl.ra.it   fa.centrolyme@ausl.ra.it
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2 risposte a Zecche – Se le conosci puoi evitarle

  1. Alessandro scrive:

    Buonasera ho rimosso credo dopo 24 ore una zecca piccola, volevo chiedervi quanto può durare il rossore lieve prima di prendere antibiotici, scusate il disturbo, cordialmente Alessandro

    • Paolo Lottini scrive:

      Buonasera,
      chiedo scusa ma ho visto solo adesso questo messaggio…
      di norma il rossore scompare dopo una settimana, a volte anche meno. NON prenda nessun antibiotico di sua iniziativa (potrebbe peggiorare la situazione), ma si rivolga al suo medico curante. Sarà lui, eventualmente, a prescrivergliene uno specifico.
      Saluti,
      Paolo Lottini

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